Loretta Sebastiani

By: Loretta Sebastiani
     

Il matrimonio

Il fidanzamento: "Ieri e oggi"

Il fidanzamento ha radici molto antiche. Sembra risalire al Quarto Concilio Laterano del 1215, sotto Papa Innocenzo III, che decretò che le future nozze dovevano essere annunciate pubblicamente dai preti in chiesa con un congruo anticipo perché emergessero eventuali impedimenti. Parlare di fidanzamento oggi attribuendogli tutta l'ufficialità che aveva fino a pochi anni fa può far sorridere qualcuno.

Oggi i giovani si accoppiano e si "scoppiano" senza crearsi troppi problemi. Iniziano a frequentare le reciproche famiglie da subito e quando, spesso, tutto finisce, il trauma più grande lo vivono i genitori che magari si sono nel frattempo affezionati al lui o alla lei che girava per casa e partecipava a tutte le ricorrenze o divideva il panino davanti alla TV. Allora perché queste pagine? Il motivo è semplice. Ripercorrendo il protocollo del fidanzamento ormai scarsamente seguito forse si possono trovare dei suggerimenti preziosi per superare alcune difficoltà che ancora oggi si possono incontrare.

Nel passato (ma non è storia remota, si parla solo di alcuni decenni fa) i due giovani si incontravano, si piacevano e, dopo un periodo di osservazione reciproca, se decidevano di sposarsi, incominciava tutto un rigido rituale. Lui si presentava alla mamma di lei nel suo aspetto migliore e, a incontro avvenuto, le inviava un mazzo di fiori accompagnato da un biglietto ("con profonda gratitudine").
In quella occasione se la futura suocera rompeva da subito il ghiaccio dietro sua precisa richiesta, lui poteva azzardarsi a chiamarla "signora Maria" o "donna Maria" (in certi ambienti) oppure molto più comunemente "mamma Maria" o addirittura Maria.
Lei si presentava alla mamma di lui con un mazzolino di fiori tipo bouquet molto compunta e ben vestita e sempre con l'impressione di essere sottoposta ad un giudizio molto severo. Le mamme più intelligenti tentavano di mettere a proprio agio la ragazza che avevano di fronte senza sottoporla ad un interrogatorio e le ragazze più intelligenti, senza fare sforzi faraonici per apparire quello che in realtà non erano, erano semplicemente se stesse.
Anche in questo caso l'iniziativa per addolcire toni e modi partiva sempre dalla futura suocera che doveva proporre almeno il passaggio al tu.
A questi incontri preliminari seguiva il più temuto, il tu per tu tra lui e il padre di lei in cui il malcapitato, il più delle volte, veniva rivoltato come un calzino (in modo più o meno intelligente e signorile). Concludeva tutto questo "gioco" la scelta della data, dell'anello e, immancabilmente, la data delle nozze che non doveva superare di 6 mesi quella del fidanzamento ufficiale. Seguiva il doveroso pranzo.
Già a questo punto erano inevitabili gli attriti che spesso coinvolgevano gli stessi fidanzati. Per esempio era abitudine che il famoso anello fosse un gioiello di famiglia, della mamma di lui tanto per intenderci, per non pesare troppo sulle finanze di tutti in vista del matrimonio; e magari veniva donato senza neanche cambiare la montatura antiquata. Ma poteva essere acquistato da lui non tenendo conto dei desideri della futura moglie ma dietro suggerimenti della mamma e con scarse possibilità. Immaginatevi quanti malumori seguivano a quel dono ... Molto più intelligente, anche perché in genere consigliato da una mamma sensibile e moderna, era chi evitava sorprese parlandone direttamente con la sua lei oppure facendo una visita preliminare dal gioielliere con cui concordava certi tipi di pietre e di montature consone alle sue tasche. Solo successivamente si presentava con la ragazza a cui toccava l'ultima scelta. Oggi spesso i due giovani si recano insieme dal gioielliere e sono ben consapevoli entrambi di quale sia il budget.
Tutte le pietre vanno bene per un fidanzamento; il solitario ha la priorità ma ormai esistono molte altre gemme desiderate oltre il classico brillante (zaffiri, smeraldi, rubini ... anche piccoli). In fondo anche una pietra dura andrebbe bene se regalata con amore, o no? Quello che è certo è che bisogna evitare opali e perle. Queste ultime in genere si comperano e non si regalano: la tradizione dice che portano lacrime ... Lei se ne ha i mezzi potrà regalare al suo lui un oggetto d'oro (bracciale, gemelli d'oro, fermacravatta, orologio di valore) ma non è strettamente necessario.

Due curiosità. L'anello si mette all'anulare della mano sinistra come da tradizione romana. Infatti i romani credevano che da quel dito partisse la cosiddetta "vena amoris" (la vena dell'amore che portava direttamente al cuore). La tradizione di regalare questo pegno d'amore risale invece all'imperatore Massimiliano I che lo donò alla sua amata.

Passiamo al pranzo che veniva organizzato dai genitori di lei con una rigida procedura compresa la disposizione dei posti a tavola: i due fidanzati vicini, vicino a lei il padre di lui e poi la madre di lei e così via in una rigida alternanza tra maschi e femmine e seguendo l'età; così dopo la madre di lei un maschio di una certa età (nonno o zio o ...), e poi una giovane, un giovane, la madre di lui, il padre di lei e una invitata anziana (nonna o zia o ...) che sedeva accanto a lui.
Sembrerebbe difficile ma non lo è dopo tutto. Nella pagina dei menu a tema trovate alcune idee per organizzare un pranzo di questo livello se le circostanze ancora oggi vi impongono una tale procedura.
Il pranzo ufficiale con cui finalmente le famiglie si conoscevano poteva essere seguito alcuni giorni dopo da un cocktail o da un ricevimento con inviti estesi a tutti gli amici. Nella pagina dell'area riservata dedicata ai cocktail party potete trovare numerose idee se intendete comunque seguire questo percorso. E se siete invitati ad una festa del genere, come vi dovete presentare? un bell'abito elegante e un mazzo di fiori con gli auguri per i due fidanzati e le congratulazioni per i genitori della sposa che sono quelli che invitano ed organizzano.

Questo è un facsimile di biglietto con cui la famiglia di lei annunciava il fidanzamento ufficiale, valido ancora oggi nel caso vogliate rispettare ancora queste regole.

biglietto con cui la famiglia di lei annuncia il fidanzamento ufficiale
(testo - Mario e Paola Rossi annunciano lieti il fidanzamento
della loro figlia Maria con l'avvocato Gian Marco Bianchi)

Forse un minore formalismo ma un maggiore rispetto per la persona suggerirebbe di togliere il titolo (come non vanno sicuramente riportati i titoli nobiliari). In fondo si sposa la persona e non il titolo di studi anche perché al giorno d'oggi è altrettanto facile che anche lei ne sia provvista. Se i genitori sono separati i loro nomi e cognomi (quello di lei da nubile) devono comparire su due righe diverse. Per fedeltà a tutta la procedura riportiamo anche un facsimile di invito al cocktail o ricevimento esteso a tutti i parenti e amici per il fidanzamento ufficiale.

facsimile di invito al cocktail o ricevimento per il fidanzamento ufficiale
(testo - Mario e Paola Rossi sono lieti di invitare Aldo e Maria Verdi al ricevimento
che avrà luogo in casa loro la sera del 15 giugno 2006 in occasione
del fidanzamento della loro figlia Maria con Gian Marco Bianchi)

In questo caso abbiamo tolto i titoli di tutti, ospiti compresi, perché in occasioni come queste i protagonisti sono i fidanzati e non certo gli invitati.

Le stesse regole, vedremo, valgono anche per gli inviti al matrimonio. Naturalmente il tono può essere molto più informale soprattutto se ad invitare e ad organizzare sono i due fidanzati.
Entrambi i biglietti possono essere scritti a mano a partire da biglietti da visita della coppia che invita oppure possono essere stampati per l'occasione.
Parliamo di questa procedura al passato ma vi assicuro che in certi ambienti è ancora in vigore. Per fortuna riguarda solo pochi "eletti". Gli anni hanno smussato molti angoli, fin troppi perché alcune cosette forse andrebbero salvate. Vediamo quali.

Partiamo dal caso in cui lui e lei non conoscano i rispettivi genitori. Forse val la pena di salvare l'anteprima della conoscenza tra lui e la mamma di lei e tra lei e la mamma di lui senza mettere di mezzo subito i rispettivi papà. Si sa che i papà italiani sono molto gelosi delle figlie e avere la strada spianata dalle mamme può andare molto bene. Ma lasciamo da parte gli eccessivi formalismi. L'incontro può avvenire anche in territorio neutro, in un modo volutamente casuale, forse crea meno imbarazzi. La sua organizzazione si basa sull'intelligenza dei futuri sposi.
Il colloquio però col papà della sposa è, ahimè, ancora oggi inevitabile.
Dopo aver conosciuto la futura suocera sarebbe carino inviarle un mazzo di fiori con i ringraziamenti per aver facilitato un incontro difficile o con un'altra frase adatta alla circostanza. I fiori sono sempre graditi e spalancano molto spesso portoni non solo porte; crearsi degli alleati o semplicemente spianare la strada non fa altro che favorire i futuri rapporti.

Si può evitare il pranzo ufficiale di fidanzamento esteso ai parenti stretti ma forse ritrovarsi intorno ad un tavolo per incominciare a conoscersi un po' di più tra famiglie è ancora opportuno. E ancora più opportuno, è ritrovarsi dopo per incominciare a parlare con misura e civiltà di come organizzare il matrimonio e dividersi le spese.

Beate le coppie che sono autonome finanziariamente e possono organizzare tutto o quasi per conto loro; certamente ci guadagnano in serenità perché dribblano tanti conflitti inevitabili in questi momenti. Sono sempre due famiglie con esigenze, tradizioni e mentalità spesso diverse che si incontrano, si scontrano e devono arrivare a compromessi continui.

Una cosa mi sembra giusto suggerirla: se anche vogliamo dare ufficialità al fidanzamento, evitiamo di spendere troppi soldi. In fondo non è meglio investirli sulla futura casa o sul proprio futuro insieme?

Loretta